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3.2.2.3 - Collegamento via satellite (bidirezionale)

    La trasmissione dati via satellite risale ai primi anni sessanta, ed anche oggi è usata prevalentemente per coprire grandi distanze e per servire luoghi che non sono raggiunti da altri tipi di collegamenti. Fino ad ora però era fornita a costi nettamente superiori a quelli che una piccola azienda, o una scuola, poteva normalmente permettersi. Gli alti costi sono dovuti all’esigenza di dotare le stazioni terrestri di antenne paraboliche in grado, non solo di ricevere il segnale, ma anche di trasmettere con sufficiente potenza. Inoltre i satelliti devono essere dotati di ricevitori con un alto numero di canali, sensibili e a larga banda.

    Nelle trasmissioni monodirezionali (canali televisivi o dati) è richiesto che gli apparati di trasmissione su satellite (transponder) siano sufficientemente potenti per inviare il segnale nella loro zona di copertura. Alla scarsa sensibilità dei ricevitori il fornitore dei servizi può supplire dotandosi di antenne per la trasmissione sufficientemente potenti; saranno questi impianti a regolare il traffico delle trasmissioni. Nei casi di centinaia o migliaia di sistemi a terra che possono inviare dati simultaneamente i transponder satellitari devono essere in grado di gestire e ritrasmettere il traffico in arrivo.

    I limiti dovuti alla trasmissione dati via satelliti sono ben noti, e legati soprattutto ai ritardi che questi introducono. I satelliti geostazionari che vengono utilizzati sono collocati sull’equatore ad una altezza di circa 36.000 Km. Il segnale radio, che viaggia alla velocità della luce, impiega alcuni decimi di secondo per giungere a destinazione ed altrettanto a compiere il percorso inverso. Anche se questi tempi possono apparire irrilevanti, sono ben percepiti e diventano estremamente fastidiosi nelle attività iterattive quando si vanno a sommare anche i ritardi tipici dei collegamenti in Internet. Attraverso il satellite sono impraticabili le "telefonate via Internet" e deprimenti il "telnet" su una macchina remota, la videonferenza o le "chat". Tutti gli altri servizi funzionano egregiamente e non mostrano apparenti differenze rispetto ai collegamenti terrestri.

    Il vero punto di forza dei collegamenti satellitari è la totale disponibilità sul territorio, e la possibilità quindi di usufruire di una connessione permanente ad Internet, con velocità paragonabili a quelle di una ADSL, con, eventualmente, un proprio indirizzo IP statico. Non è chiaro, al momento, invece quali vincoli tecnici sono stati posti nella visibilità dei servizi eventualmente implementati sul server scolastico. Se fino a pochi anni fa questi sistemi erano ad uso esclusivo di una utenza molto specialistica si stanno iniziando ad affacciare sul mercato provider, quale Tiscali e Dada, che hanno cominciato da pochi mesi ad offrire un servizio a prezzi interessanti.

    Apparati di collegamento

    Per utilizzate questo tipo di collegamento deve essere garantita la visibilità dei satelliti che si trovano in direzione SUD ad una altezza sull’orizzonte tra i 20 e i 50 gradi. Le antenne e gli apparati di ricetrasmissione vanno acquistati dal provider che fornisce il servizio, così come questo si prenderà in carico l’installazione ed il puntamento della parabola. A seconda del tipo di contratto potrà essere fornito un Sat-Modem con porta USB oppure con porta Ethernet per il collegamento ad un Hub o a un server.

     

    Costi

    Gli investimenti per realizzare un sistema di trasmissione e ricezione satellitari sono ancora relativamente elevati. Il costo degli impianti, inclusa installazione, è di circa 2000–2300 €uro, mentre il canone per le versioni singolo utente, con Sat modem USB, è di circa 100 €uro/mese e 180 €uro per la versione "lan" che prevede un Sat modem Ethernet e offre una maggiore garanzia di banda disponibile.

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