3.3 - Gli indirizzi IP
Un altro elemento da tenere in considerazione quando si deve stipulare un contratto per accedere alla rete è il tipo di indirizzamento che viene proposto. Trovandosi nella necessità di portare in Internet non un singolo personal computer ma decine di macchine, le soluzioni che vengono fornite al problema dell’indirizzamento IP determineranno la reale funzionalità della rete scolastica. Purtroppo questi sono argomenti di una certa complessità tecnica che non è semplice sciogliere in poche pagine. Cercheremo soprattutto di illustrare i concetti fondamentali che possono fungere da guida per una migliore comprensione di quello che ci viene offerto nei contratti dei provider. E come questi possono permettere di realizzare reti private scolastiche in grado di comunicare con la rete Internet.
Tutti i calcolatori che fanno parte o utilizzano la rete Internet sono identificati da un numero, l’indirizzo IP, che viene solitamente espresso con quattro gruppi di numeri separati da un punto (ad esempio 192.167.165.1). Durante una connessione, per rendere possibile l'instradamento dei dati dal nodo di partenza a quello di arrivo, è indispensabile non solo che gli indirizzi IP siano univoci ,ovvero che non esistano in tutta la rete mondiale due nodi con lo stesso numero, ma anche che l'assegnazione dei numeri sia conosciuta a tutte le apparecchiature di rete che devono instradare i pacchetti di dati. Le modalità per l'assegnazione degli indirizzi di rete e gli algoritmi che effettuano l'instradamento (routing) sono troppo complesse per essere discusse qui, basti sapere che ad ogni provider viene assegnato un blocco di indirizzi che può gestire autonomamente assegnandoli ai nodi della propria rete.
Quando i nodi di rete erano pochi, rispetto agli indirizzi disponibili, i numeri venivano assegnati in modo permanente una volta per tutte. I calcolatori delle università e degli enti di ricerca dispongono quasi tutti di indirizzi permanenti altrimenti detti "IP fissi". Devono essere dotati di IP fisso i router, i server che ospitano servizi di posta elettronica, Web, database, risorse di calcolo e in generale tutti i sistemi che offrono un servizio sulla rete e che quindi devono essere "trovati" dagli utenti. Se la stessa modalità fosse però utilizzata anche per i collegamenti degli utenti, si avrebbe un enorme spreco degli indirizzi disponibili, infatti i provider sarebbero costretti a farsi assegnare un blocco di numeri IP pari al numero dei loro abbonati che sarebbe molto più grande del numero medio degli utenti che in ogni momento hanno in corso un collegamento.
Per questo motivo i provider adottano uno schema di assegnazione dinamica degli indirizzi, basata sul fatto che l'indirizzo IP viene assegnato al momento del collegamento da parte dell'utente e può quindi essere riutilizzato per un altro collegamento quando l'utente si disconnette. In sostanza appena attivato il collegamento, il computer dell'utente invia una richiesta per ottenere un l'indirizzo IP che manterrà nel corso della chiamata.
Nei collegamenti di tipo commutato (linea analogica o ISDN) e in molti contratti ADSL, è prevista l’assegnazione di un indirizzo IP dinamico, cioè di un numero che sarà diverso ogni volta che un utente si collega al provider.