4.2.1 - Cavo coassiale (10Base2)
Il cavo coassiale è il mezzo più economico per realizzare piccole reti locali e dorsali su cui andranno collegati i concentratori (Hub) di rete. In passato venivano utilizzati diversi tipi di cavi, oggi si utilizza unicamente il così detto "cavo sottile" (thin-wire) un coassiale da 50 Ohm tipo RJ58 U/A che si può trovare, oltre che dalle ditte specializzate, anche presso i rivenditori di materiale televisivo.
Il cavo coassiale è l’unico supporto trasmissivo che permette di realizzare una rete con tipologia a "bus", cioè di collegare in cascata differenti calcolatori ed apparati di rete; di contro il coassiale permette una velocità di soli 10 Mbit/sec.
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La lunghezza massima di un cavo coassiale può essere di circa 200 metri, le schede ed apparati di rete possono essere collegati ad un coassiale utilizzando "connettori a T" e "spine BNC" mentre agli estremi del cavo devono essere presenti i "terminatori". Su una tratta di cavo coassiale possono essere collegati fino a 30 apparati di rete (pc, Hub, etc.), che devono distare tra loro almeno 50 cm. |
Foto 4.2 - Connettori e terminatori |
Gli installatori di apparati di rete tendono oggi a sconsigliare i collegamenti in coassiale in quanto un guasto su un qualunque punto del un cavo può mettere fuori gioco l’intera tratta, e si è verificato che le sollecitazioni meccaniche generano guasti con una certa frequenza, soprattutto nei punti in cui le spine BNC collegano i "connettori a T". Questo sconsiglia di utilizzare il coassiale per collegare i singoli personal computer dei laboratori. Il coassiale può essere invece impiegato per collegare alcuni Hub presenti in uffici e laboratori distanti tra di loro e costituisce la soluzione più semplice ed economica per realizzare una dorsale. Il primo esempio di rete scolastica che presentiamo nel paragrafo 4.5 fa uso di questo tipo di supporto trasmissivo.