6.1.1 - Il nomi dei calcolatori e dei servizi
In Internet tutti i calcolatori che ospitano servizi di rete (pagine WEB, news, posta elettronica, data base, etc) sono contraddistinti da un nome che deve essere unico sull’intera rete mondiale. Non possono esistere cioè due calcolatori con lo stesso nome, in quanto questo pregiudicherebbe la possibilità di instradare correttamente il traffico di rete verso i servizi ospitati sulle macchine.
Tecnicamente questo deriva dal fatto che ciò che individua in modo univoco un nodo di rete è un indirizzo numerico, l’indirizzo IP, che troviamo tipicamente nella forma di quattro numeri separati da un punto, esempio 192.167.160.10 (vedi cap. 3.3). L’indirizzo IP numerico è impiegato dai calcolatori e dagli apparati di rete (router) per instradare i pacchetti di dati sulla la rete Internet Ma utilizzare direttamente i numeri IP quali indirizzi dei servizi risulta oltremodo scomodo; quindi sono presenti nei software di rete meccanismi automatici che traducono i nomi che noi inseriamo in indirizzi numerici. Dovranno essere disponibili quindi tabelle di conversione che contengono l’associazione tra i nomi (mnemonici) dei calcolatori e i relativi numeri IP, in grado di associare ad esempio il nome www.regione.emilia-romagna.it con il numero 193.43.192.58
Storicamente, quando la rete Internet era composta da poche centinaia di macchine, la gestione dei nomi dei nodi era centralizzata ed i nomi venivano assegnati da un ente (tipicamente un istituto universitario) che provvedeva a mantenere aggiornata, e a far circolare, la tabella che associava i nomi ai numeri dei calcolatori collegati alla rete.
Con l’aumento della complessità di Internet, e l’impossibilità di avere una tabella degli indirizzi universale, è stato sviluppato un sistema piramidale chiamato DNS (Domain Name System) non più basato su una unico archivio centrale, ma su una gerarchia di tabelle, distribuite su differenti calcolatori, che vengono lette in cascata. I differenti livelli gerarchici sono indicati come "domini" e/o "sottodomini". La parte destra di un indirizzo Internet indica il dominio di gerarchia più alta, o "di primo livello" (es.: .com , .net, .org, .it, .fr ). Proseguendo verso sinistra si scende la gerarchia incontrando i domini di secondo livello (es.: fiat.it, enel.it, bo.it, .cnr.it ); di terzo livello (es.: bo.cnr.it, vendite.fiat.it, scuole.bo.it ) e così via.
Quando scriviamo un indirizzo (ad esempio kidslink.bo.cnr.it ) per accedere ad un servizio Internet, il software di rete del nostro computer per prima cosa si rivolgerà ad un particolare calcolatore (un server DNS) per la traduzione del nome mnemonico in indirizzo IP numerico. L’indirizzo IP di un server DNS dovrà essere già noto al nostro sistema o perché fornito automaticamente dal provider all’atto del collegamento telefonico, oppure inserito manualmente durante la configurazione delle risorse di rete.
Il server DNS (vedi Fig. 6.1) prenderà in esame, da destra verso sinistra, l’indirizzo inserito per navigare attraverso la gerarchia delle tabelle ed ottenere il numero IP corrispondente:
Terminata la ricerca il server DNS fornirà al nostro calcolatore l’indirizzo numerico corrispondente al nome da noi richiesto.
Solo quando che avrà ottenuto l’indirizzo IP numerico (in questo caso 192.167.160.10) il nostro calcolatore potrà eseguire l’applicazione richiesta. La risoluzione di un nome attraverso il DNS è effettuata tutte le volte che si fa riferimento ad un indirizzo Internet, ad esempio quando selezioniamo un link su una pagina WEB. Fortunatamente il sistema è estremamente efficiente e impiega, di solito, pochi decimi di secondo.
Come si può intuire dall’esempio i "punti" che compaiono nei nomi di una risorsa Internet (kidslink.bo.cnr.it) non hanno solo la funzione di migliorare la leggibilità del nome stesso, bensì separano i diversi livelli gerarchici che concorrono alla risoluzione dell’indirizzo, e corrispondono spesso a differenti calcolatori che ospitano le tabelle: questi sono server DNS. Vale la pena sottolineare che invece in un indirizzo IP numerico (192.167.165.1) i "punti" servono solo a migliorare la leggibilità del numero e non hanno alcuna attinenza diretta con il "dominio".
Con questa struttura di "nomi a dominio" si colgono due importanti obbiettivi: innanzi tutto si possono organizzare i servizi secondo una logica esplicita e coerente, ed inoltre si può disporre di una struttura gerarchica con una gestione decentrata che permette ad ogni livello dell’organizzazione di realizzare i propri servizi in piena autonomia.
Va anche chiarito che un nodo della rete non deve necessariamente appartenere ad un unico dominio; è cioè possibile raggiungere lo stesso sito (o indirizzo di posta elettronica) utilizzando indirizzi mnemonici diversi. Questo permette una "riorganizzazione morbida" dello spazio dei nomi, ed una scuola potrebbe mantenere al contempo il nome assegnato dal provider da cui è ospitata ed avere anche un nuovo nome (e dominio) esplicitamente legato al mondo scolastico.
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Fig, 6.1 - Esame di un server DNS per l'estrazione di un numero IP