6.2 - Siti e portali per le scuole
Sono numerosi i siti e i portali dedicati al mondo della scuola nella nostra regione: centinaia i siti Web realizzati dalle singole scuole per offrire informazioni e presentare attività didattiche, ed alcune decine i portali prodotti dagli enti locali e di governo che tendono a dare una visione organizzata dell’insieme dell’istituzione scolastica. A questi vanno ad aggiungersi alcuni siti promossi da differenti organizzazioni, nati per supportare specifici progetti.
I siti e i portali offrono notizie relative alle scuole e alle proposte didattiche; ospitano i lavori prodotti dai ragazzi e diffondono informazioni sull’organizzazione scolastica e del personale, sulle normative e sui progetti locali ed internazionali. Sono potenzialmente trattati tutti gli aspetti della scuola e delle attività didattiche, anche se in pratica i siti risultano ancora fortemente carenti in quanto a ricchezza, completezza ed omogeneità delle informazioni.
Siamo ancora in una fase che potremmo definire di "realizzazione di prototipi di sistemi informativi" che si andranno ad affinare col tempo attraverso l’iterazione con l’utenza e l’integrazione con altri siti che contengono analoghe informazioni. Sarà un processo che richiede tempi lunghi, tempi che possono essere ridotti solo stimolando un confronto sulle finalità e sugli gli scopi che le differenti istituzioni vogliono dare ai loro strumenti informativi.
Non ci stiamo ovviamente riferendo ai siti delle singole scuole, dove è bene che sia data piena libertà e risalto alla sperimentazioni sui linguaggi, stili e contenuti. Potrebbe essere richiesta, al più, la presenza di alcune "pagine istituzionali" omogenee sui dati "anagrafici" della scuola (indirizzi, sedi, specializzazioni, numero di aule, di ragazzi, docenti, situazione dei laboratori, etc). Quei dati, cioè, che vengono puntualmente richiesti alla scuola dalla utenza e che considera normale trovare su un sito WEB.
La carenza maggiore che si osserva invece nei così detti, portali istituzionali, è la prevalenza di un "modello vetrina" che, sotto una veste grafica, a volte molto evoluta, rischia di offrire contenuti lacunosi, poco aggiornati se non addirittura obsoleti. Questo è un problema che riguarda molti settori della pubblica amministrazione, soprattutto dove il sito è vissuto come un qualcosa di "esterno", una vetrina appunto da mostrare su Internet, e non concepito, fin da subito, anche come uno strumento di lavoro quotidiano, utilizzato anche dal personale dell’ente.
Sarebbe opportuno che tutti i dati, le informazioni ed i documenti su cui esiste anche un interesse pubblico fossero resi disponibili, sulla "parte pubblica", di un unico sistema informativo dell’ente, sistema informativo utilizzato, e quindi gestito, direttamente dal personale interno, Questo permetterebbe di avere un giudizio immediato sulla funzionalità e fruibilità del sito evitandone l’obsolescenza. Già alcuni portali scolastici si stanno muovendo in questa direzione, e lo si può cogliere dalla ricchezza di informazioni presenti, e dal conseguente intenso utilizzo che ne viene fatto.
Un altro problema riguarda la forte ridondanza e duplicazione delle informazioni che sono presenti nei diversi siti. La duplicazione fisica dei dati non è certamente un problema in sé, ma può diventarlo se non si dispone di una struttura che provveda ad un puntuale aggiornamento, in quanto si rischia di offrire informazioni discordanti e contraddittorie. La vera potenza del Web non è tanto nei suoi, pur interessanti, aspetti multimediali, ma nella possibilità di offrire una visione ed un accesso unitario alle informazioni delegandone la gestione concreta, e quindi l’aggiornamento, a chi ha in carico gli specifici dati. Si può quindi mantenere un unico "file fisico" e tanti puntatori all’originale. Stabilire chi ha in carico un dato, o un’informazione, significa a volte entrare nel vivo di conflitti di competenze tra gli enti che si occupano della scuola: Sovrintendenza, Regione, Province, Centri di Servizi Amministrativi (ex Provveditorati), Comuni, enti etc, che richiede una soluzione politica. Molto probabilmente, data anche le disparità di risorse e di interesse nello sviluppo di sistemi informativi dei singoli enti, si dovrà procedere per gradi ed approssimazioni successive, avendo però ben chiaro l’obbiettivo finale di ricostruire sulla rete dei portali la sottostante rete delle competenze politiche ed organizzative. Pur in presenza di questi problemi, fortemente legati alla novità degli strumenti, la regione risulta particolarmente ricca di iniziative e di esperienze come si può vedere nella appendice A in cui è fornita una lista, sicuramente incompleta, dei siti dedicati alle scuole.
Infine vi sono i portali nati su specifici progetti e attorno ai quali hanno lavorato e lavorano comunità di insegnanti che provvedono a riportare i contenuti della loro esperienza didattica e delle attività svolte con i ragazzi. Si tratta, in molte occasioni, di siti sostenuti in qualche forma da università, enti pubblici, associazioni culturali o provider, che hanno spesso anticipato la realizzazione dei portali istituzionali e che sono stati particolarmente utili nella promozione di attività telematiche nelle scuole (KidsLink nato nel 1992 ne è un esempio). Ciò che caratterizza questi siti è la loro struttura spesso informale che favorisce l’incontro delle persone e la sperimentazione di strumenti e linguaggi. Funzionano come associazioni culturali virtuali e/o reali e possono risultare estremamente efficaci per diffondere cultura e promuovere progetti.
Realizzare pagine WEB, gestire un sito, organizzare e condurre progetti sulla rete può risultare una esperienza divertente e gratificante, soprattutto se svolta in un ambiente informale e con finalità associative. Il server ed il portale sono parte integrante dell’identità di un gruppo o di una comunità virtuale di insegnanti. La presenza di "portali di associazione" sul territorio potrebbe fare moltissimo per la diffusione della cultura delle competenze e delle esperienze informatiche tra gli insegnanti, i genitori, i ragazzi.
Ma come le associazioni culturali, che sono esperienze uniche che crescono e si sviluppano in condizioni particolari, anche queste forme di aggregazione non possono essere facilmente riprodotte. Quello che si può fare in questo caso è semplicemente prestare attenzione e favorirne la costituzione là dove sembrano maturare le condizioni. Favorirne la nascita offrendo spazi fisici, server, collegamenti a Internet, presso biblioteche, "case delle associazioni", cooperative e circoli culturali e cercando al contempo di realizzare "canali semplificati" per l’accesso ai progetti nazionali ed europei, canali al riparo dagli estenuanti aggravi burocratici e feed-back operativi che caratterizzano gran parte dei progetti telematici coordinati per la scuola.