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6.3 - La formazione tecnica

    È forse la prima volta nella nostra storia in cui il meccanismo della formazione è messo in crisi in maniera così eclatante dalla rapidità del progresso tecnologico. Se in passato la scuola e l’università avevano il tempo di formare in modo adeguato le nuove generazioni di formatori, che a partire da quelle basi avrebbero poi saputo mantenersi naturalmente al passo con il cambiamento, oggi questo non è più garantito. Sono più di 20 anni che l’università sperimenta ed utilizza Internet. Da molto meno le reti e la telematica sono diventate materia di insegnamento rivolta ad una formazione decisamente specialistica.

    In cinque anni Internet è diventato un fenomeno sociale di massa, entrando nelle nostre case, riorganizzando le aziende ed il commercio. Gli insegnanti, i tecnici della scuola, così come i politici, gli amministratori locali, i gestori di impresa, si sono trovati di fronte ad un fenomeno non solo da comprendere e da utilizzare nel proprio mestiere ma anche da spiegare ed insegnare Questo senza disporre di competenze maggiori di quelle dei ragazzi a cui si rivolgono.

    La scuola ha cercato di tenere il passo, di promuovere incontri e corsi di aggiornamento, ma per una generazione di insegnanti la formazione concreta alle nuove tecnologie informatiche, multimediali, telematiche è stata indotta e svolta dai figli più che dall’istituzione.

    E nonostante le "rivoluzioni" dell’informatica e della telematica, che hanno avuto negli ultimi 20 anni un forte impatto anche sul mondo della scuola, non possiamo credere di avere di fronte prodotti e servizi che hanno raggiunto la maturità e che non cambieranno di molto nel prossimo futuro. I ritmi del cambiamento si sono accelerati e nulla lascia pensare ad un possibile rallentamento. Ci si trova di fronte quindi ad un doppio compito: da una parte fornire una adeguata conoscenza di base agli insegnanti che operano nella scuola, e che oggi non si trovano ancora a proprio agio con i nuovi strumenti telematici, e dall’altra, aggiornare costantemente anche chi oggi possiede buone conoscenze affinché non si trovi impreparato domani.

    La formazione è quindi un elemento essenziale per lo sviluppo della telematica nella scuola, formazione di base che coinvolga l’insieme del corpo docente, ma anche formazione specialistica indirizzata ad alcune figure di riferimento che dovrebbero essere individuate all’interno della scuola, proprio per offrire supporto ai colleghi su alcuni aspetti tecnici di base e diventare promotori ed animatori di attività telematiche coordinate.

    Non si può inoltre trascurare il problema della gestione quotidiana delle apparecchiature informatiche, della necessità di analizzare le esigenze e di pianificare gli sviluppi futuri. Nella scuola, così come nelle aziende e negli enti pubblici, si stanno confrontando due possibili soluzioni a questo problema: il potenziamento dei servizi interni, oppure l’affidamento della gestione a società esterne (outsourcing).

    La figura 6.2 mostra quali sono le scelte compiute dalle scuole per la gestione dei servizi informatici e telematici, e la relativa efficacia, secondo i dati emersi dell’inchiesta nel maggio del 2001. La figura rappresenta, attraverso colonne, il numero delle scuole che per la gestione si avvalgono di competenze interne quali insegnanti o tecnici di laboratorio, oppure hanno formato un "consorzio", oppure si affidano direttamente a ditte esterne; la linea rappresenta il valore medio del Peso dell’Infrastruttura Telematica (PIT) delle sedi che compongono il campione (per maggiori dettagli vedi libro "Il computer sul banco 2001").

    Fig. 6.2 - Soggetti che curano la gestione delle strutture informatiche e telematiche nella scuola

    Questi dati si possono interpretare in differenti modi, come il fatto che le ditte esterne offrono un servizio peggiore di quanto può fare un insegnante o tecnico della scuola, oppure che sono le scuole più deboli e senza risorse proprie che si rivolgono all’esterno. Ma in entrambi i casi l’intervento esterno non riesce ad essere più innovativo di quanto riesce ad esserlo un insegnante o un tecnico della scuola che meglio ne conosce le problematiche.

    Se risulta necessario rivolgersi ad aziende specializzate per interventi mirati, ben definiti e quantificabili, va ricordato che più del 90% dei problemi che coinvolgono quotidianamente le apparecchiature elettroniche possono essere tempestivamente risolti da personale interno dotato con un minimo di preparazione.

    La figura di riferimento per l’informatica e la telematica della scuola può anche svolgere una importantissima attività di formazione tecnica, organizzata o informale, rivolta ai colleghi, e mantenere i rapporti con le aziende che offrono beni e servizi. A supporto di queste attività vanno previsti incontri e corsi periodici di formazione per affrontare le problematiche comuni al mondo della scuola e rimanere aggiornati sull’evoluzione delle tecnologie telematiche e multimediali. Vanno previsti inoltre più livelli di supporto ed una organizzazione su base territoriale.

    Non va sottovalutato che la scuola nel suo insieme, a differenza di altre strutture pubbliche o private, possiede al proprio interno le competenze tecniche che deve, per sua funzione, sviluppare ed aggiornare, e può contare sul sistema della formazione dell’università e degli enti di ricerca.

    La scuola sa insegnare; deve solo creare le condizioni affinché parti del suo sapere siano messe in circolo più rapidamente al suo interno, per rispondere ai nuovi ritmi del cambiamento.

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