RACCONTO DI UNA PICCOLA SIRENA :
Casa del Popolo “Leonildo Corazza” – Quartiere San Donato -Via San Donato 99 – 40127 Bologna
La Casa del Popolo “Corazza” fu fortemente voluta dalla popolazione del quartiere che, nel dopoguerra, sentì la necessità e il bisogno di riunirsi in uno spazio comune di vitale importanza per riaffermare quei diritti morali e civili calpestati e umiliati durante il terribile conflitto bellico. Venne costruita nel 1949, ed in breve tempo diventò avanguardia di innovazioni e motivazioni per promuovere iniziative di ogni sorta. Nella prima metà degli anni ’50 si assistette alla nascita, all’interno della casa, di una forma di assistenzialismo medico comune promosso dal dott. Giovanni Golfieri, il quale capì, in anticipo, l’importanza di fornire visite mediche gratuite ai cittadini. Il servizio prevedeva un ambulatorio allestito e corredato da macchinario radiologico per svolgere indagini sanitarie più approfondite e prestare particolare attenzione alla salute di adulti e bambini. La Casa rappresentò in quegli anni un fondamentale polo di formazione culturale, rivolto principalmente ai ragazzi, che ebbero così la possibilità di migliorare la loro istruzione attraverso un doposcuola specifico che si occupava di loro. Anche l’aspetto sportivo non era assolutamente sottovalutato, infatti i grandi saggi ginnici, simili a parate militari che si svolgevano allo stadio, furono preparati alla Casa del Popolo.
Nel 1960 nasce il circolo Leopardi, collocandosi nella struttura dell’ARCI. Nell’attivismo culturale di quegli anni ci fu il tentativo da parte delle classi lavoratrici di appropriarsi della cultura borghese progressista data dai vari Moravia, Pasolini, Visconti. Fu quindi un tentativo che risultò molto efficace per uscire dalla staticità degli schieramenti costruiti dalla “guerra fredda” e tentare così un aggancio per realizzare un ponte con altre forze affrontando problemi sociologici e culturali. La stessa denominazione leopardiana che venne data al circolo, ne testimonia l’impostazione. Nel circolo erano presenti giovani marxisti, che lo animarono cercando di superare le barriere ideologiche con giovani appartenenti ad altre ideologie politiche come i cattolici.
Nel marzo del 1966 al circolo, venne organizzato un incontro-dibattito intitolato “Comunisti e Cattolici di fronte alla lotta di classe”, rappresentando una prova concreta di dialogo tra le organizzazioni presenti nel quartiere San Donato. Il circolo Leopardi sviluppò la propria capacità di iniziativa oltre il quartiere in un’attività più articolata. Cinema, teatro, dibattiti, ricreazione, attività sociali, grazie anche alla possibilità di autofinanziamento totale, (attraverso la gestione diretta della sala da ballo “Sirenella”) diventarono in pochissimo tempo elementi imprescindibili e punti di riferimento per chiunque si avvicinasse alla nuova realtà della Casa del Popolo. La rivoluzione culturale cinese, il terzo mondo che si arma, la rivolta antiautoritaria degli studenti universitari, il maggio francese, imprimono alla lotta antimperialista e di classe una svolta decisiva rispetto ai primi anni ’60.
Nella primavera del ’69 fu organizzato un seminario-dibattito aperto ad ogni esigenza conoscitiva e creativa sul pensiero marxista, riscuotendo un successo eccezionale per numero di partecipanti e per i contenuti che produsse, suscitando un grande interesse a livello nazionale. Furono così ciclostilate circa 8000 dispense, contenenti il testo integrale delle serate e una bibliografia essenziale, che vennero distribuite anche a Milano, Genova, Forlì, Pisa e Ravenna. Negli anni successivi il Circolo Leopardi non si adagiò di certo sui risultati acquisiti, continuando a maturare una coscienza culturale che portò all’innalzamento dei valori contribuendo al miglioramento della classe operaia attraverso una lucida ed efficace interpretazione della società.